Pages Menu
Rss
Categories Menu

Pubblicato da il 07/05/2014 in Notizie | 0 commenti

Stampaggio ad iniezione ed estrusione delle materie plastiche

Termini come plastica, PVC, profili estrusi e molti altri ancora, fanno oramai parte del vocabolario dei giorni nostri.

Nella vita quotidiana siamo circondati da oggetti di plastica, e questo ci sembra così naturale che non pensiamo mai che si tratta di un materiale inventato dall’uomo e che una volta non esisteva.

L’invenzione della plastica ha reso possibile realizzare in serie oggetti con le più disparate funzioni a costi bassissimi grazie a processi come lo stampaggio ad iniezione e soprattutto grazie all’estrusione delle materie plastiche.

Gli albori della storia della plastica risalgono alla seconda metà del secolo XIX°, quando fra il 1861 e il 1862 l’inglese Alexander Parkes realizza la Xylonite, che può essere considerata il primo materiale semisintetico. Questo primo tipo di celluloide venne usato per realizzare manici e scatole, colletti e polsini per le camicie. In seguito, il nuovo materiale andò a sostituire l’avorio nelle palle da biliardo ed ebbe grande successo presso i dentisti per la rilevazione delle impronte dentarie.

Nel 1889 Eastman utilizzò la celluloide per le pellicole fotografiche. Nel 1907 Leo Baekeland, riscaldando fenolo e formaldeide, realizzò la bachelite, attualmente usata come isolante e per la produzione dei manici delle pentole. Nella stessa epoca, negli Stati Uniti veniva iniziata la sintesi di polimeri utilizzando sostanze derivate dalla raffinazione del petrolio. Tuttavia, solo nel 1920 venne chiarita la loro struttura, costituita da lunghe catene di molecole identiche: i monomeri.

Il decennio successivo vide la nascita della fòrmica, un laminato plastico utilizzato per la fabbricazione di oggetti d’arredamento.

Negli anni ’30 furono sintetizzati molti nuovi polimeri, fra cui il nylon, importante fibra tessile. Risale a questo periodo la coniazione della parola “plastica” per definire questi nuovi materiali.

Il Cloruro di Polivinile, più noto con la sigla PVC, è il polimero plastico più diffuso ed utilizzato al mondo e si ottiene attraverso un particolare processo di sintesi (polimerizzazione) del cloruro di vinile.

La sua grande versatilità ed il suo basso costo, rendono il PVC particolarmente adatto per una grandissima varietà di scopi pur mantenendo elevati standard qualitativi.

Il PVC è composto da cloro, idrogeno e carbonio ed l’originaria polvere biancastra viene spesso addizionata di elementi in grado di modificarne le caratteristiche tecniche e fisiche, affinchè sia effettivamente adatto all’applicazione finale cui è destinato.

Come detto il PVC viene utilizzato per un’infinita serie di applicazioni: andiamo dagli imballaggi (anche alimentari) a tubi e profili di vario genere ed è riciclabile.

Comments

Comments