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Shopping Club: fare affari con il cambio merce pubblicitario

Se siete amanti dello shopping sfrenato e soprattutto se appartenete a quella categorie di consumatori a cui piace fare veri e propri affari più che acquisti allora gli shopping club sono ciò che fa per voi.

Tutti abbiamo almeno una volta sentito parlare vantaggi del cambio merce pubblicitario e sicuramente abbiamo mostrato un certo scetticismo. È infatti oltremodo naturale chiedersi come facciano determinati outlet e shopping club a proporre articoli di brand famosi a prezzi talvolta irrisori. Il primo dubbio è sicuramente legato alla qualità delle merce vendute: forse sono fine serie, forse sono capi fallati, forse ancora sono prodotti che non hanno riscontrato il gradimento dei consumatori ed infine, i più infidi, pesano sicuramente a prodotti “tarocchi”.

Che anche questo possa accadere è fuori di dubbio: nelle cronache quotidiane fioriscono le notizie di truffe, raggiri e quant’altro, soprattutto quando si parla delle grandi griffe della moda.

Ma, così come non è tutto oro ciò che luccica, allo stesso modo non è proprio una truffa tutto ciò in cui ci si imbatte e gli shopping club, perlomeno quelli seri ed affermati, ne sono la dimostrazione.

Vediamo però di fugare qualche dubbio e cerchiamo di capire perché sia possibile fare affare con il cambio merce pubblicitario e soprattutto come sfruttare questa splendida opportunità a nostro vantaggio.

Ultimamente si sente sempre più spessi paralare del ritorno del baratto e spopolano siti in cui è possibile scambiare un po’ di tutto. Recentemente hanno anche fatto notizia alcuni portali, riservati alle imprese, attraverso i quali le aziende comunicano le loro necessità in termini di beni e servizi ed al tempo stesso le proprie esigenze. A tutti questi beni e servizi vengono assegnati dei valori di riferimento e, chi sta cercando qualcosa, può confrontare questi valori con preventivi tradizionale dei loro fornitori. A questo punto il gioco è abbastanza semplice: individuato il fornitore alternativo che mi può fornire quello che sto cercando ad un prezzo più conveniente del mercato tradizionale, concludo l’affare e pagherò non in danaro ma con i beni o i servizi di mia produzione. Questa è ovviamente una rappresentazione “terra terra” in quanto esistono mille difficoltà a far incontrare domanda e offerta basata sui beni e qui entrano in gioco i portali che altro non sono che intermediari con grande visibilità.

Questo concetto, che tutti pensano abbastanza recente, è in realtà alla base del cambio merce pubblicitario già da molto tempo e nasce essenzialmente da due esigenze:

–        Da una parte la necessità dei media (giornali, radio, televisione…) di “piazzare” tutti i propri spazi possibilmente con adeguata programmazione.

–        Dall’altra l’esigenza dei clienti che fanno pubblicità di contenere i costi. (Ragion per cui spesso e volentieri si affidano ad agenzie pubblicitarie che acquistano gli spazi per loro conto all’ultimo minuto).

Va da sé che si tratta di due “esigenze” che, se non fosse per la formula del cambio merce pubblicitario, sarebbe duro soddisfare con una sola transazione.

Grazie al cambio merce pubblicitario i media collocano i loro spazi e ricevono in pagamento dai loro clienti beni e servizi che, a seconda delle necessità, possono utilizzare direttamente (pensate alle esigenze interne di cancelleria, per la mensa, per i concorsi a premi e via dicendo) oppure possono decidere di vendere direttamente.

La vendita dei beni e servizi ricevuti in pagamento per la pubblicità avviene attraverso gli shopping club: negozi con le vetrine oscurate ai quali si accede solo se in possesso di tessera ed in cui vengono applicati sconti medi rispetto ai prezzi di listino che vanno dal 40 al 70%.

Ed ora tutti a richiedere la tessera per fare affari con lo shopping club

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