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Pubblicato da il 20/01/2015 in Economia e Finanza | 0 commenti

Pensioni, quale destino per gli italiani?

Inps pensione cartelle previdenziali istituto nazionale previdenza socialeSono molti coloro che aspettano di sapere quale sarà il loro destino. Ci riferiamo ai cosiddetti esodati, che non possono andare in pensione a causa delle riforme attuate durante il governo Monti; i quota 96 scuola, dimenticati anch’essi dalla legge Fornero; le donne, quelli che lavorano nel settore pubblico, e tutte le altre persone che non riescono più a entrare nel mondo del lavoro.

I quota 96 scuola in particolare, dovranno attendere probabilmente ancora molto tempo, prima di sapere quale decisione verrà presa nei loro confronti. Questi sono giorni cruciali in tema di pensioni: ancora non si sa se verrà accettata la proposta del mini-prestito, cara al governo Renzi, o quella della quota 100, cara all’onorevole Cesare Damiano. Sullo sfondo, poi, il referendum abrogativo della Legge Fornero: il 20 gennaio sapremo se la Corte Costituzionale si pronuncerà favorevolmente: in quel caso, incomberebbe il rischio di un voto in primavera.

Riepiloghiamo le proposte attualmente in campo. Grazie ai mini-prestiti, coloro che non possono ancora andare in pensione ma sono vicini a questo momento, riceveranno un assegno mensile di circa 600 euro dall’INPS fino all’inizio della pensione vera e propria. Dopodiché i beneficiari restituiranno il denaro attraverso delle rate sull’assegno.

Se venisse invece approvata la quota 100, invece, potrebbero andare in pensioni tutti coloro la cui somma tra gli anni di anzianità e gli anni di contribuzione è uguale a 100. Un sistema, questo, uguale alle vecchie quote ma con più anni da considerare.

Tra le novità vi è certamente anche l’arrivo di Tito Boeri all’INPS, famoso economista e professore. Egli ha dinnanzi a sé una vera e propria sfida e una grande responsabilità: risanare le casse dell’INPS non è e non sarà di certo un’impresa facile. Secondo le ultime statistiche infatti, l’ente è completamente in rosso, e la causa sembra essere l’incorporazione dell’INPDAP (Istituto di previdenza dei lavoratori pubblici).

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