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Disturbi del comportamento alimentare

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disturbi del comportamento alimentare, noti anche come disturbi alimentari psicogeni, rientrano tra i problemi che riguardano il rapporto tra una persona e il cibo: essi vengono affrontati in ambito endocrinologico e in ambito gastroenterologico, ma soprattutto in ambito psicologico e psichiatrico.

Sono diversi i disturbi del comportamento alimentare che si possono riscontrare: oltre al più conosciuto, cioè l’anoressia nervosa, si segnalano anche il picacismo, l’obesità, il disturbo da alimentazione incontrollata e la bulimia nervosa. Occorre mettere in evidenza che questo tipo di disturbi è molto più diffuso di quel che si possa credere, anche perché sono molti i soggetti colpiti che non vogliono ammettere di essere malati e di conseguenza non possono essere curati. Poiché i costumi della società moderna hanno determinato comportamenti connessi al cibo differenti rispetto al passato, queste situazioni patologiche sono molto più frequenti rispetto a poche decine di anni fa; inoltre, si riscontra una prevalenza nettamente superiore nei Paesi industrializzati piuttosto che nei Paesi in via di sviluppo.

Entrando nello specifico, il picacismo è un disturbo, noto anche come pica o come allotriofagia, che si caratterizza per l’ingestione di sostanze non alimentari: dal legno al gesso, dalla carta alla sabbia, e così via… Tale sindrome a volte può riguardare anche le donne in stato di gravidanza, che possono essere portate a desiderare cibi poco appropriati e potenzialmente pericolosi, come per esempio il ghiaccio o la carne cruda. Una diagnosi di picacismo non può essere applicata, evidentemente, per chi è soggetto a un ritardo mentale.

Il disturbo da alimentazione controllata, invece, è una patologia, nota anche come Binge Eating Disorder (Bed) che si presenta con episodi più o meno frequenti di abbuffate: non troppo diverso dalla bulimia nervosa, se ne differenzia perché – rispetto a quest’ultima – non propone comportamenti compensatori come il digiuno successivo, l’abuso di diuretici o lassativo o il vomito.

L’obesità, d’altro canto, è una condizione che porta a un accumulo eccessivo di grasso corporeo, le cui conseguenza possono essere molto negative per lo stato di salute globale dell’individuo.

La bulimia nervosa è un disturbo che porta chi ne è colpito a ingurgitare eccessive quantità di cibo e, nonostante ciò, a non volere metabolizzarlo, per non ingrassare. Per questo motivo, è quasi sempre associato a comportamenti di vomito autoindotto.

L’anoressia nervosa, infine, si basa sul rifiuto del cibo determinato dalla paura patologia e ossessiva di ingrassare. Le cure farmacologiche di oggi non sono ancora sufficienti per curarla completamente.
Ulteriori utili informazioni sul sito www.psicologi-psicoterapeuti.it

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